Non chiedetemi come sono arrivata a questo libro e nemmeno
alla mamma che compare in copertina…sono di quegli incontri casuali che
cambiano la vita e ci danno tante tante opportunità nuove.
Dunque torniamo indietro di circa 2 anni. A metà settembre
del 2010 inizio il corso di accompagnamento alla nascita, tenuto da Cristina,
la mitica ostetrica del consultorio locale a cui assiste, in veste di
“tirocinante” (anche se di tirocinio non ne aveva bisogno, stante la sua
esperienza) Vania, ostetrica dell’Ospedale Civile S.Maria del Carmine.
Siamo un bel gruppo di primipare, di già mamme e c’è anche
una mamma che attende due gemelle. Io e Luca non sappiamo se Schummy (così
chiamato per il veloce battito del cuore sentito alla prima ecografia) sia
maschio o femmina e abbiamo voluto tenere la sorpresa per il parto.
Gli incontri passano veloci, anche troppo, accanto a nozioni
tecniche c’è anche il momento per il rilassamento del corpo, lo scambio di
esperienze personali e anche l’angolo per lo sfogo. Al momento della “lezione”
presso l’ospedale, dopo la quale siamo andate a visitare la sala
travaglio-parto, mi avvicino a Cristina e ci mettiamo a parlare di libri, stavo
leggendo “Bebè a costo zero” di Giorgia Cozza. Lei mi nomina “Besame mucho” di
Carlos Gonzales, aggiungendo che è un testo densissimo e preziosisimo. La mia
mente va subito alla canzone che adoro ma la curiosità rimane e, tornando a
piedi verso casa passo nella “mia” libreria e chiedo a Marisa, la proprietaria,
se hanno il testo. Lei mi guarda sconsolata e mi dice che l’hanno appena
terminato ma che lo riordina con piacere. Mi manderà un sms al suo arrivo.
Dopo 10 giorni arriva il tanto atteso messaggio e così mi
precipito in libreria, che è vicina a casa. Non appena ho tra le mani l’oggetto
del desiderio (per me i libri sono come per un archeologo dei preziosi reperti
ritrovati) un brivido mi percorre la schiena…copertina rossa (il rosso è per
antonomasia il colore della passione e dell’amore) e l’immagine di una mamma
che tiene una bimba in braccio. Solo dopo noterò che in realtà la bimba è in
una fascia ad anelli.
Ma passiamo ora al testo. Besame mucho lo definisco un libro
di svolta, uno di quei testi che ti illuminano e ti fanno capire che la
puericultura non è matematica e i bimbi non nascono con il libretto di
istruzioni annesso. L’autore, che ha pubblicato altri libri stupendi, è un
pediatra spagnolo che si schiera subito e nettamente dalla parte dei bambini.
Il punto di vista di Gonzales è che il bambino ha bisogno di affetto, di
contatto fisico, di attenzione, e queste attenzioni non sono mai troppe. In
fondo le “basi sicure” e il legame avuto da piccoli ci consente poi di aprirci
al mondo e a tutto ciò che è nuovo (e per un bimbo che cresce tutto è una
scoperta) con serenità e senza paure.
Ma le mie parole non possono in alcun modo sostituire la lettura di
questo libro che consiglio davvero vivamente a tutti i genitori e futuri tali.
E passiamo ora a Grazia……il solo nome non vi dirà molto, si tratta di
Grazia De Fiore, anche con lei l’incontro è stato casuale, su Facebook. Ho
scoperto così che ha scritto due libri “Portare i bambini” e “Svezzamento e
allattamento” editi da Coleman, come Besame mucho.
Con questo quadro il cerchio!Lei è anche la mamma sulla copertina del
libro di Gonzales, sì con la sua bimba più grande, in riva allo splendido mare.
E mese dopo mese è nata, anche se a distanza, una splendida amicizia.
Spero di non avervi annoiato con questo lungo post, prossimamente voglio
condividere con voi altri due momenti molto intensi della mia prima
gravidanza..perchè dico prima? Perché spero che Stefano non resti figlio unico…..buona
domenica a tutti!
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